il contesto che crea la bellezza: un violinista in metropolitana
Le condizioni ambientali determinano e condizionano fortemente i nostri criteri di giudizio e valutazione.
Un quadro, una scultura presentati in una galleria o in un museo assumono ai nostri occhi un valore ben diverso se presentati, ad esempio, per strada nel contesto anonimo di una bancherella.
Assistere ad una esibizione in una sala lussuosa per la quale è stato acquistato un biglietto costoso è artisticamente più preziosa di una performance gratuita di un musicista di strada.

L'8 aprile 2007, Gene Weingarten su The Washington Post , in un articolo intitolato "Pearls Before Breakfast", racconta dell'intrigante esperimento che si è svolto a Washington DC venerdì 12 gennaio 2007. Durante l'ora di punta del mattino, precisamente a partire dalle 7:51 il virtuoso del violino Joshua Bell si è esibito come un musicista di strada all'interno della stazione della metropolitana di L'Enfant Plaza. Vestito in modo del tutto informale, jeans, una maglietta a maniche lunghe e una visiera dei Washington Nationals, Joshua prese il suo violino dalla custodia e iniziò a suonare.
Durante i successivi 43 minuti, Bell , musicista di fama mondiale eseguì gratuitamente brani classici di altissimo valore con uno Stradivari del valore di 3,5 milioni di dollari,
Dopo 43 minuti di esibizione Joshua Bell raccolse un totale di 32.17 (trentadue) dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston, dove i posti in media costavano 100 dollari. Tra le 1.097 persone che passarono dalla stazione quella mattina, solo una fu in grado di riconoscere il violinista che solo tre giorni prima si era esibito nella maestosa Symphony Hall davanti al suo pubblico. Meno di un centinaio furono quelli che distrattamente si fermarono ad ascoltare qualche secondo per poi continuare per la loro strada dopo aver lasciato una moneta. Tutti gli altri passarono incontaminati attraverso le note dello Stradivari.
Pur non dando all'episodio alcuna valenza scientifica, esso ci interroga sul valore del contesto nella formazione dei nostri giudizi.
Per apprezzare la bellezza è necessario un ambiente appositamente creato o essa può emergere e suggestionare le persone anche in situazioni comuni e inaspettate?
E' l'indicazione o la presa d'atto di trovarsi davanti a un capolavoro a farcelo apprezzare e a suscitare le nostre emozioni?
L'arte sta tutta nelle informazioni che su di essa riceviamo o è ancora in grado di sfidare le nostre percezioni preconfezionate e aprire nuovi orizzonti di significato?
Siamo ancora in grado di cogliere le molte opportunità di qualità che si sviluppano gratuitamente intorno a noi?